Luciano Mocci

Luc faceNasco a Roma il 13 dicembre del 1967 e a Roma mi formo in ambito universitario nella Facoltà di   Psicologia dell’Università “La Sapienza”. All’epoca dei miei studi, le uniche sedi di Psicologia erano Padova e Roma. Se Padova era la sede della psicologia sperimentale, Roma concentrava i maggiori esponenti italiani della psicoanalisi. Erano quelli gli anni in cui il corso di laurea in Psicologia si trasformò e il vago indirizzo «applicativo» divenne l’indirizzo di Psicologia Clinica e di Comunità e il Corso di Laurea in Psicologia che fino ad allora era sotto l’egida della facoltà di Magistero di lì a poco divenne Facoltà vera e propria. Tutto questo è alla base della mia fondamentale propensione al lavoro clinico e per la comunità che insieme alla necessità di lavorare durante gli studi mi spinge a cercare e trovare facilmente lavoro nel campo dell’operatività sociale: nei servizi domiciliari di assistenza ai disabili e alle famiglie e come educatore nelle comunità terapeutiche e di riabilitazione psichiatrica. Il valore della pace e della non violenza sono alla base della scelta di prestare servizio come obiettore in un casa famiglia per disabili e in alternativa alla leva militare obbligatoria svolgo il mio servizio civile nella Comunità di Capodarco. Conseguita la laurea svolgo il mio tirocinio professionale come psicologo in una comunità psichiatrica per adolescenti e nel reparto di neuropsichiatria infantile di Via dei Sabelli a Roma. Nella testa il modello psicoanalitico di  Bion e nel fare dentro ai cambiamenti apportati nella psichiatria sociale da Basaglia, Jervis e Marco Lombardo Radice. In quegli anni di formazione inizio il mio training di psicoterapia individuale con lo psicodramma e successivamente con la psicoanalisi. Faccio parte di una Associazione Culturale in un quartiere alla periferia di Roma che si occupa di minori e disabili e mi dedico un pò per lavoro e in gran parte per volontariato a fare l’animatore sociale e culturale nella periferia romana con i bambini attraverso il teatro e i burattini. In quegli stessi anni inizio lavoro come educatore in un Centro Diurno per disabili mentali in una cooperativa sociale nel quartiere Magliana di Roma. Arrivo a Pistoia nel ’98 e nell’allora Associazione Genitori Comunità Incontro inizio a lavorare in comunità terapeutica con i tossicodipendenti. Il tempo passa e l’esperienza matura e l’Associazione si trasforma nella Cooperativa Sociale Gruppo Incontro in cui ho svolto il ruolo di coordinatore in programmi di trattamento residenziale per persone con patologie psichiatriche e dipendenza da sostanze. Contemporaneamente al lavoro quotidiano in comunità terapeutica ho fatto esperienza come psicologo e formatore nella Fondazione Devoto di Firenze occupandomi di gruppi di auto-aiuto e nella mia personale formazione mi specializzo nell’approccio di gruppo attraverso i metodi attivi, lo psicodramma e il playback theatre. Attualmente lavoro privatamente come psicologo e formatore e da diversi anni ho collaborato con l’Università di Bologna nel Corso di Laurea in Psicologia. L’esperienza con il teatro ed in particolare con il teatro sociale si è mantenuta costante e mi ha permesso di valorizzare la mia passione per la musica, la mia esperienza musicale e soprattutto ha tenuto vivo il mio interesse per le storie di vita delle persone. Sono membro di Empatheatre – La Compagnia dei Salvastorie di Lucca, una compagnia di teatro sociale che opera in contesti sociali diversi  attraverso il Playback Theatre e da alcuni anni collaboro con Nodi Playback Factory, network di professionisti che utilizzano metodi attivi e playback theatre inambito organizzativo. All’inizio del 2012 insieme alla collega Francesca Gori ho aperto al centro di Pistoia una piccola bottega in cui poter lavorare artigianalmente come psicologi. Il progetto è il cuore del lavoro dello psicologo: occuparsi delle storie delle persone e dei gruppi, garantendo uno spazio aperto per l’incontro, il racconto, la narrazione e la rappresentazione. Ed è così che nasce:

«La bottega delle storie».